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Celestron StarSense Explorer DX 130 (22461) vs Skyoptikst D150F750JP

Un telescopio finito, o gli specchi per costruirne uno?

Stanno sullo stesso scaffale e non sono lo stesso acquisto. Uno arriva come telescopio con montatura, treppiede, oculari e un’applicazione che guida l’osservatore verso un bersaglio; l’altro è uno specchio primario e uno secondario, con tubo, focheggiatore e montatura ancora da trovare altrove.

Celestron StarSense Explorer DX 130 con uno smartphone nel suo supporto

Celestron StarSense Explorer DX 130 (22461)

Vince 3 su 8

Vedi il prezzo

≈ 436 €

Specchio primario parabolico Skyoptikst da 150 mm con il suo secondario

Skyoptikst D150F750JP

Vince 4 su 8

Vedi il prezzo

≈ 99 €

Riga per riga

Confrontati su StarSense Explorer DX 130 (22461) D150F750JP
Apertura 130 mm (dal titolo e dai punti elenco) 150 mm (punto elenco del costruttore)
Focale L’annuncio non lo porta 750 mm (punto elenco del costruttore)
Schema ottico Telescopio Newton, trattamento ad alta riflettività secondo il costruttore Non pubblicato dal costruttore.
Trattamento dello specchio Non pubblicato dal costruttore. Precisione di superficie di 1/10 λ e 92 per cento su 400–950 nm, come il costruttore li dichiara; alluminio rinforzato con uno strato protettivo
Ostruzione del secondario Non pubblicato dal costruttore. Asse maggiore 50 mm, asse minore 35 mm
Accesso alla collimazione Non pubblicato dal costruttore. Non pubblicato dal costruttore.
Montatura fornita Altazimutale manuale con movimento lento su due assi e un’asta scorrevole Non pubblicato dal costruttore.
Accessori forniti Culla e applicazione StarSense, oculari da 25 mm e 10 mm, diagonale a immagine raddrizzata, cercatore a punto rosso, treppiede ad altezza piena Serie di specchi per un Newton: primario e secondario, non un telescopio completo

Un segno di spunta significa che un annuncio ha pubblicato qualcosa che l’altro non ha pubblicato, o ha pubblicato una cifra migliore. Non significa che il prodotto sia migliore, e la colonna non è un voto su nulla: un costruttore che dice meno perde righe qui senza perdere un confronto. I due verdetti qui sotto sono il punto in cui la pagina decide.

Quale, e per chi

Per chi: Celestron StarSense Explorer DX 130 (22461)

Un telescopio, finito. Tutto il necessario per la prima notte è nella scatola, e la culla per smartphone risponde alla domanda che ferma la maggior parte dei principianti — dov’è. Ciò che l’annuncio non dà mai è una focale, quindi non se ne ricava alcun ingrandimento di oculare.

Per chi: Skyoptikst D150F750JP

Due specchi, e l’ottica meglio pubblicata di questo scaffale. Un decimo d’onda di precisione di superficie, novantadue per cento di riflettività su una banda nominata, e entrambi gli assi del secondario — cifre che nessun telescopio completo qui pubblica. Non è un telescopio: il tubo, il focheggiatore, la montatura e il treppiede sono tutti ancora da trovare.

Quello che gli osservatori chiedono su questi due

Che cosa vuol dire una precisione di superficie di 1/10 λ?

Descrive quanto da vicino lo specchio segua la forma voluta, misurata in frazioni di una lunghezza d’onda della luce. Frazioni minori significano una superficie più esatta; è una cifra quasi mai pubblicata su un telescopio completo.

La serie di specchi si può usare così com’è?

No. Un Newton richiede un tubo della lunghezza giusta, un focheggiatore, un ragno per tenere il secondario, una cella per il primario e una montatura. Gli specchi sono soltanto l’ottica.

Perché conta la dimensione dell’ostruzione?

Il secondario blocca una parte della luce in arrivo e riduce leggermente il contrasto. Pubblicarne entrambi gli assi permette di calcolare quella frazione, ed è per questo che gli annunci seri di specchi la danno e quelli di telescopi completi di solito no.

Le recensioni complete

Qualsiasi cifra scritta nel corpo di questa pagina era esatta il giorno in cui è stata scritta. L’importo mostrato accanto a ciascuno strumento è richiesto al rivenditore al caricamento della pagina, ed è quell’importo, e non il testo, a fare fede.