Metà peso, metà vetro, un occhio solo
I migliori monocoli per il 2026
Un monoculare è mezzo binocolo: pesa la metà, sta in tasca e si usa con un occhio solo. Per la natura è un compromesso sensato; per il cielo è un ripiego, perché due occhi percepiscono più stelle deboli e stancano meno. In questa categoria i nove modelli si dividono in tre famiglie. I 12× fissi sono i più seri: Bresser Wave 12×50 (435 g, BaK-4, trattamento UR), Gosky Piper 12×55 (l’obiettivo più grande, campo pubblicato di 107 m a 914 m), K&F Concept 12×50 (IP68 fino a 10 m e attacco Arca), usogood 12×52 (campo credibile di 85 m a 1000 m e filetto 1/4-20). Gli zoom 10–30× (Czemo con treppiede, Aurosports da 162 g) avvicinano molto, ma a 30× la pupilla d’uscita scende sotto i 2 mm e l’immagine si scurisce. Infine i cannocchiali da pirata 25×30 (Laupha, Ventisera) sono oggetti da gioco e da collezione: 1,2 mm di pupilla d’uscita non mostrano granché. Il Pankoo 16×52 sta a metà: robusto, ma 16× a mano libera non si tengono. Diffidate delle trasmissioni «del 99,9 %» e dei campi impossibili: diverse schede li riportano.
Di Jean-Benoit Buisson