Un tubo chiuso, una lente davanti e del colore da mettere in conto
I migliori telescopi rifrattori per il 2026
Un rifrattore raccoglie la luce con una lente all’estremità di un tubo chiuso: niente collimazione, niente specchi da allineare, ed è per questo lo strumento che più spesso funziona ancora dieci anni dopo l’acquisto. Il prezzo della lente è l’aberrazione cromatica: un obiettivo acromatico a due lenti lascia un alone viola attorno agli oggetti luminosi, tanto più visibile quanto più il tubo è corto rispetto al diametro. In questa categoria i sei modelli sono tutti acromatici da 70 o 80 mm, e il rapporto focale li divide nettamente: il Bresser Junior 70/400 (f/5,7) è compatto e mostra colore, l’EACONN 80/600 (f/7,5) è un compromesso da viaggio, mentre Omegon AC 70/700 e Sky-Watcher Mercury-707 (f/10) e il SOLOMARK 80/900 (f/11,3) danno i bordi più puliti su Luna e pianeti. Leggete gli ingrandimenti dichiarati: Omegon e Sky-Watcher si fermano onestamente a 140× e Bresser a 100×, mentre l’annuncio BOSSDUN promette 333× e dà due focali diverse (400 e 700 mm) nella stessa pagina. Guardate anche il formato degli oculari: il Bresser Junior usa ancora il vecchio barilotto da 24,5 mm, gli altri lo standard da 31,75 mm. Nessuno dei sei costruttori pubblica il tipo di vetro dell’obiettivo né la corsa del focheggiatore.
Di Jean-Benoit Buisson