Due occhi, un campo ampio e nessun montaggio
I migliori binocoli astronomici per il 2026
Un binocolo è il primo strumento astronomico che vale la pena possedere: due occhi vedono più stelle deboli di uno, il campo largo mostra la Via Lattea come nessun telescopio, e si usa in dieci secondi. Il formato di riferimento è il 10×50: dieci ingrandimenti si tengono ancora a mano libera e 50 mm danno una pupilla d’uscita di 5 mm, adatta all’occhio adattato al buio. In questa categoria sei modelli su nove sono 10×50, e si distinguono su tre cifre. Il campo reale: il Pentax Jupiter dichiara 114 m a 1000 m (circa 6,5°), il Nikon Action EX 6,4°, l’Eschenbach Arena D+ 94 m, il Bushnell Falcon 5,7°. L’estrazione pupillare, decisiva per chi porta occhiali: 17,3 mm sul Nikon, 13 mm sul Pentax, solo 9 mm sul Bushnell. E l’impermeabilità: Bresser Wave, Eschenbach, Nikon, Adler Focus e Weidenberger la dichiarano, Birkental e occer no. Gli altri tre formati — 12×50 (occer), 12×42 (Weidenberger), 10×42 (Adler Focus) — sono binocoli da natura: più ingrandimento o meno peso, a costo di una pupilla d’uscita più piccola. Diverse schede gonfiano il campo (10° a 10×, 8,3° a 12×): sono cifre impossibili per questi oculari, e le abbiamo segnalate scheda per scheda.
Di Jean-Benoit Buisson