Montature
Una montatura per la fotografia del cielo
In astrofotografia la montatura conta più dell’ottica: è lei che tiene le stelle puntiformi durante le pose lunghe. La scelta dipende dall’obiettivo più lungo che userete. Un grandangolare per la Via Lattea si accontenta di un inseguitore; un telescopio chiede una vera equatoriale motorizzata, caricata molto sotto la portata dichiarata.
Di Jean-Benoit Buisson
La montatura prima dell’ottica
Una posa lunga chiede che la fotocamera, o il telescopio, ruotino esattamente alla velocità del cielo. Un errore di pochi secondi d’arco allunga le stelle. Per questo in fotografia la montatura conta più dell’ottica, e si sceglie in base all’obiettivo più lungo che si userà: più lunga è la focale, più l’inseguimento deve essere preciso.
Gli inseguitori: per fotocamera e obiettivi
L’Omegon MiniTrack LX Quattro NS è meccanico, senza pile, fino a 4 kg: per la Via Lattea con un grandangolare, anche in viaggio. Lo Sky-Watcher Star Adventurer 2i Wi-Fi è motorizzato, si comanda dall’app, scatta da solo e fa time-lapse: regge teleobiettivi medi, anche se l’annuncio non ne pubblica il carico.
Le equatoriali: per un telescopio
La Bresser EXOS-2 è una EQ-5 con cuscinetti a sfere, cannocchiale polare illuminato e 13 kg di portata, venduta manuale: per fotografare va motorizzata con i kit opzionali di Bresser. La Celestron Advanced VX è una equatoriale GoTo da 14 kg progettata per la fotografia, che si staziona senza vedere la Polare.
La portata reale
Il carico dichiarato vale per la visuale. In fotografia restate intorno alla metà: una montatura da 13–14 kg porta bene 6–7 kg di tubo e camera. L’errore periodico, la cifra che decide le pose lunghe, non è pubblicato da nessuno dei quattro annunci.
Il resto
Uno stazionamento accurato, un’alimentazione affidabile per le montature motorizzate, un treppiede stabile e una testa a sfera per gli inseguitori.