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Annotare l’aria: due scale che corrono al contrario

Il seeing decide quanto dettaglio sopravviva, e cambia di ora in ora. Esistono due scale per annotarlo, e numerano in versi opposti.

Che cosa annotano le scale

Quanto fosse ferma l’atmosfera, in un luogo e in un momento. Strati d’aria a temperature diverse scorrono di traverso alla linea di vista e piegano la luce di continuo; ne risulta un’immagine che tremola, si gonfia e si sposta.

La scala a cinque punti è la più breve e la più spesso scritta nelle note di osservazione. Corre in numeri romani da I a V e scende in qualità: I è un seeing perfetto, senza un fremito, II un lieve fremito con momenti calmi, III tremori moderati, IV ondulazione fastidiosa, e V così instabile che un abbozzo grossolano è a malapena possibile.

La scala a dieci punti è più fine, corre da 1 a 10 in salita — 1 pessimo, 10 calmo e nitido — ed è definita da come appare la figura di diffrazione di una stella brillante a ogni gradino: se gli anelli siano completi, spezzati o del tutto assenti.

Entrambe sono giudizi espressi all’oculare, ed entrambe appartengono a una nota accanto a ciò che si è osservato, perché un’osservazione senza il suo seeing non è confrontabile con nessun’altra.

Che cosa non promettono

Nulla sulla trasparenza, che è una proprietà distinta dello stesso cielo e che spesso va nel verso contrario. Una notte perfettamente ferma può essere velata, e una di limpidezza cristallina può essere inutilizzabile a forte ingrandimento.

Nulla sullo strumento. In una cattiva notte una grande apertura e una piccola convergono, ed è per questo che un confronto fra due telescopi fatto in una sola serata prova assai meno di quanto sembri.

E nulla che duri. Il seeing cambia nel giro di un’ora, quindi una cifra annotata all’inizio di una serata non ne descrive la fine.

Con che cosa vanno d’accordo

Tutto ciò il cui limite è il dettaglio fine: osservazione planetaria e lunare, stelle doppie strette, oculari a forte ingrandimento, lenti di Barlow e fotocamere planetarie — dove tutto il metodo della ripresa fortunata esiste proprio perché il seeing è intermittente.

Su questo sito le scale compaiono ovunque una pagina lascerebbe altrimenti intendere che il potere risolutivo di uno strumento sia disponibile a comando.

Le domande che continuano ad arrivare

In che verso corre ciascuna scala?

Corrono al contrario l’una dell’altra, ed è la ragione per dire quale si stia usando. Sulla scala a cinque punti, scritta in numeri romani, I è perfetto e V appena utilizzabile. Su quella a dieci punti, 1 è pessimo e 10 calmo e nitido. Una nota che dice soltanto «seeing 2» è ambigua fra eccellente e disastroso.

Come si giudica il seeing?

Guardando una stella brillante a forte ingrandimento e osservando la figura di diffrazione. Un dischetto fermo con anelli visibili è eccellente; una macchia che ribolle è pessima. La scala a dieci punti descrive la figura a ogni gradino.

Conta per il cielo profondo?

Assai meno che per i pianeti. Una galassia debole è già di per sé un oggetto esteso e morbido, quindi un po’ di sfocatura vi costa poco. Il seeing decide il dettaglio planetario e lunare, e le stelle doppie strette.

Ultima verifica 17 settembre 2026