Quasi sempre prima un filtro per nebulose a banda larga. Un O-III trasforma le nebulose planetarie e i resti di supernova e rende tutto il resto molto scuro, ed è per questo che viene giudicato così spesso inutile quando è il primo comprato.
Tutti e tre funzionano sullo stesso principio e differiscono solo per quanto stretta sia la finestra che lasciano passare, ed è esattamente questo a rendere importante l’ordine d’acquisto.
Che cosa fanno tutti e tre
Le nebulose a emissione irraggiano su poche lunghezze d’onda precise. Un filtro che lascia passare solo quelle lunghezze d’onda toglie molto più bagliore del cielo che luce di nebulosa, così il fondo si scurisce e il contrasto sale. Nulla diventa più brillante.
Perché prima la banda larga
Un filtro di tipo UHC lascia passare una finestra abbastanza larga da comprendere più righe, così il campo stellare conserva un aspetto ragionevolmente naturale e un buon numero di oggetti risponde. È il filtro che si può lasciare nell’oculare per un’intera sessione.
Perché l’O-III per secondo
La sua finestra è stretta, attorno alle righe dell’ossigeno doppiamente ionizzato. Su nebulose planetarie e resti di supernova l’effetto è spettacolare. Su una galassia, un ammasso o una nebulosa a riflessione è un pezzo di vetro molto scuro.
La cifra da confrontare
Non il nome. Due filtri venduti sotto le stesse tre lettere possono lasciar passare finestre di larghezza diversa, e ciò che decide il comportamento è la trasmissione alle righe insieme alla larghezza della finestra. Un costruttore che pubblica entrambe merita la preferenza.
Se questa pagina e la documentazione del costruttore si contraddicono, segui la documentazione. Ogni apertura, focale, carico utile dichiarato, campo, estrazione pupillare, cifra di trasmissione e misura di filettatura di questa pagina viene dalle cifre che il costruttore pubblica lui stesso, con l’unità così come è stampata e la fonte nominata. Nulla di ciò è misurato qui, e nessuna cifra è convertita in un’altra convenzione, perché un numero convertito è un altro numero. E per qualsiasi filtro: il nome non è la banda passante. Due filtri venduti sotto le stesse tre lettere possono lasciar passare finestre di larghezza molto diversa, e la cifra che decide che cosa fa un filtro è la trasmissione alle righe di emissione insieme alla larghezza della finestra. Questa pagina riporta la banda e la percentuale dove un costruttore le pubblica, e dice che mancano quando mancano.
Le domande che continuano ad arrivare
Che cosa cambia davvero un O-III?
Sugli oggetti che gli si addicono, moltissimo: una macchia debole diventa un oggetto strutturato. Su tutto il resto toglie così tanta luce che il campo diventa quasi nero, e un principiante che guarda il bersaglio sbagliato conclude che il filtro sia difettoso.
Vale la pena avere un H-beta?
Serve a un elenco breve di bersagli ed è l’ultimo dei tre da comprare. Chi ne possiede uno di solito l’ha comprato per un oggetto preciso dopo aver esaurito ciò che gli altri due offrivano.
Ultima verifica 17 settembre 2026